Per chi ci sta seguendo, l'altro ieri eravamo rimasti con l'aggiornamento da Paucartambo.
Io e Bobo eravamo discesi di circa mille metri in mountain bike e ci eravamo fermati in questo sperduto villaggio sorto in un punto in cui si congiungevano due fiumi e due valli diverse.
Usciti dal bar dove abbiamo mangiato un polletto, ci stavamo già preoccupando per Luca, che era partito da un paio d'ore da Cuzco a bordo di un taxi: non c'era campo e i cellulari non prendevano, e quindi non avevamo idea di come comunicare a Luca la nostra esatta ubicazione.......ma sorpresa delle sorprese sentiamo una voce gridare "rigatiii" e dal finestrino anteriore di una macchina scassata sbuca il faccione di Luca digrignando contento i denti! Ci aveva raggiunti proprio nel momento in cui stavamo tornando in albergo!
Il gruppo si era finalmente ricompattato e dopo una dormita abbastanza breve, alle 5 ci siamo alzati per una colazione spartana e siamo saliti sulla jeep per salire di nuovo oltre i 4000m per raggiungere il passo di Tres Cruces, dal quale si poteva ammirare la "cloud forest", ovvero quella prima parte di foresta amazzonica che si trova a metà strada tra le Ande e il bacino amazzonico.
Lo scenario era straordinario: la forte umidità generata dalla foresta creava una serie di nuvoloni dai quali compariva il verde della selva sottostante. Il nostro obiettivo era scendere lungo una strada sterrata fino a circa 400m sul livello del mare, raggiungendo il villaggio di Pilcopata, al confine del parco naturale del Manu.
Per Luca era la prima discesa mentre io e Bobo eravamo già piuttosto allenati: abbiamo indossato i nostri elmetti e le protezioni per ginocchia e gomiti e ci siamo lanciati!
La prima fase del percorso era ancora ad alta quota: una serie di tornantoni ci portava velocemente alle "low lands", sempre su di una strada sterrata ma ancora asciutta. Quindi, piano piano la foresta ha incominciato a ricoprire i bordi della strada e la temperatura si è alzata (e con essa l'umidità). Si moltiplicavano i rigagnoli e i ruscelli, fino a che abbiamo iniziato a costeggiare un fiume impetuoso che sarebbe poi sfociato nel Rio della Amazzoni più a nord.
La velocità tenuta dal gruppo era piuttosto elevata e in men che non si dica avevamo già percorso metà del nostro tragitto. Quindi, dopo un veloce pranzo ai bordi della strada abbiamo ricominciato la nostra discesa.
A un certo punto, dopo un tornante segnato da una cascata che si buttava nel fiume a valle, Luca ha perso la catena: la jeep 4x4 che ci seguiva a distanza si è fermata per riparargli la bicicletta. Il nostro buon Bianconi ha quindi potuto ricominciare la sua corsa, salvo che dopo neanche venti metri il suo sellino si è rotto! La maledizione di Pachacutec continuava a perseguitarlo.
Ciononostante, il trio ha proseguito la sua discesa e presto la strada ha iniziato a diventare fangosa e sempre più ricca di flora ai lati. Abbiamo incontrato lungo il percorso anche alcuni "lodge" amazzonici molto belli (beati quelli che ci dormono...devono stare attenti a tarantole e altre bestie malefiche).
Dal punto di vista tecnico, il secondo giorno di mountain bike si è rivelato più tosto, poiché la strada era maggiormente dissestata: molti più sassi che hanno messo a dura prova il nostro di dietro. Il percorso era anche più veloce: infatti, in poco tempo abbiamo raggiunto la quota di 400m e abbiamo pedalato per gli ultimi venti chilometri in direzione Pilcopata.
Questo ridente "pueblo" si trova esattamente al confine con il Parco Nazionale del Manu, una riserva amazzonica dove i turisti non possono entrare salvo con permessi speciali. La nostra guida ci ha inoltre raccontato che in questo villaggio transitano anche molti trafficanti di coca: ci sembrava di essere in messo a un film!
La nostra sistemazione era un piccolo "hostal" sulla strada principale: immaginatevi un saloon tipo quello dei film western, dove la strada fuori non è polverosa bensì molto umida. Ha infatti piovuto dall'ora di cena fino a stamattina.
Dopo una cena frugale, tutti e tre ci siamo buttati a letto, non prima di esserci cosparsi di insetticida (influenzati forse dai racconti di altri avventurieri di queste aree).
L'indomani (ovvero oggi) ci siamo alzati alle 6 perché il nostro percorso prevedeva ritornare in cima al passo Tres Cruces per discendere in bici fino a Paucartambo, quindi risalire in macchina fino al passo del primo giorno e pedalare fino alla Valle Sacra degli Inca.
La pioggia della notte aveva reso quasi impraticabile la strada che da Pilcopata ritornava a Tres Cruces: per fortuna il nostro mezzo era un 4x4 e quindi dopo quasi tre ore siamo tornati in quota, dove un freddo polare ci ha benevolmente accolti.
Indossata di nuovo la nostra attrezzatura, ci siamo ancora buttati a capofitto sulla strada sterrata che porta alla valle di Paucartambo. Oggi il percorso era meno eccitante, un po' per la densa nebbia che ricopriva parte del percorso, un po' forse perché eravamo troppo stanchi dopo la leggendaria pedalata del giorno prima.
Siamo comunque riusciti a raggiungere la valle e, risaliti in macchina, abbiamo iniziato il nostro breve viaggio per la vetta successiva. Il problema è stato però attraversare il paese di Paucartambo, perché la pioggia della notte aveva gonfiato il fiume e i ponti non erano praticabili per via di alcuni lavori in corso (che si concludevano solo la notte).
Il nostro autista si è quindi mosso per tentare un guado del fiume, lungo un percorso segnato dalle autorità cittadine: l'unico problema era che la nostra vettura era a gas e questo sembrava porre dei problemi al nostro guidatore.
Dopo aver aspettato invano un camion che potesse trainarci dall'altra parte del fiume, alla nostra guida viene l'incauta ispirazione di attraversare le strade pedonali del paesino......
Il risultato è stato che, quasi arrivati oltre il ponte pedonale, una folla piuttosto numerosa ci ha circondati ed è arrivato un furibondo consigliere cittadino che voleva farci tornare indietro (cosa impossibile in retro marcia, salvo creare qualche incidente lungo il percorso).
Dopo una breve ma tesa trattativa, la polizia locale ci ha permesso di finire l'attraversamento del ponte, mentre il consigliere cittadino voleva multarci. A terra erano rimasti Luca, Bobo e la guida, mentre io ero rimasto in macchina con il guidatore, il quale dopo aver attraversato il ponte è letteralmente scappato dal paese...portandomi a quasi 3-4km di distanza da Paucartambo: questo scriteriato voleva evitare la multa e questo (abbiamo poi scoperto) ha causato l'ira della folla e soprattutto del consigliere cittadino, che ha tentato di inseguirci......
Per fortuna i tre rimasti a terra sono riusciti a raggiungerci senza subire danni e, tirato un sospiro di sollievo, la comitiva ha proseguito il suo itinerario verso il passo a oltre 4000m.
Qui, dopo un paio d'ore di guida, siamo nuovamente saliti sulle nostre bici e abbiamo iniziato l'ultima discesa verso valle. Lungo il tragitto, la nostra guida ha incautamente scelto di prendere un sentiero non segnato e ci siamo ritrovati nei campi coltivati, costretti a seguire i rigagnoli utilizzati per irrigarli e rischiando a ogni metro di cadere in acqua e di infagarci tutti.
Oltretutto, verso la fine di questo percorso "off-road", la mia ruota anteriore è saltata!! Fortunatamente eravamo in una fase "sicura" del sentiero e quindi siamo riusciti a raggiungere la strada principale dove ci attendeva la macchina con la ruota di scorta.
Una volta cambiata, abbiamo concluso il nostro itinerario dopo mezz'ora circa di pedalata scendendo a valle, esattamente in un villaggio della famosa Sacred Valley degli Incas. Dopo uno spuntino (siamo ancora sfasati con gli orari) siamo ritornati a Cuzco.
Stasera stiamo a riposo, mentre domani (oggi per chi legge) ci occuperemo di alcune pratiche da svolgere prima del nostro ritorno in Italia. Ma, soprattutto, abbiamo l'appuntamento per il briefing della Inca Trail, l'avventura forse più temeraria che affronteremo: quattro giorni di cammino sulle Ande per arrivare alla mitica città di Machu Picchu!!
Ora cercherò di mettere online qualche foto...altri aggiornamenti sulle nostre avventure peruviane dopo il nostro ritorno da Machu Picchu!
Hasta luego!
Gabri